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Adolescenti in un mondo post-narcisista: tra ansia salvifica e adulti fragili

In una puntata speciale del podcast Sigmund, registrata dal vivo a Ravenna, la conduttrice Daniela Collu ha dialogato con il dottor Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, per dare voce ai dubbi e alle inquietudini delle nuove generazioni. Ne è emerso un ritratto dell'adolescenza contemporanea che sfida i nostri pregiudizi e ci interroga profondamente sul ruolo degli adulti.L'ansia: da meccanismo di difesa a blocco paralizzanteL'ansia è oggi il sentimento prevalente tra i giovani, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Sebbene nasca come un'emozione "salvifica" necessaria per anticipare i pericoli e attivare l'essere umano, il problema sorge quando questa si trasforma in angoscia pervasiva.Lancini identifica due declinazioni principali di questo malessere:Ansia Collettiva (Eco-ansia): Una preoccupazione che riguarda il futuro della società e del pianeta.Ansia Individuale: Legata alla mancanza di autostima e alla prestazione.Tuttavia, secondo Lancini, oggi l'ansia è governata soprattutto dall'assenza di prospettive future. I ragazzi crescono in una società dove spesso devono "tenere a bada" le fragilità degli adulti più che esprimere la propria identità.La "Scuola del Malloppo" e la valutazione narcisistaUno dei temi più sentiti è la pressione scolastica. Lancini critica duramente il sistema attuale, definito una rincorsa al "voto-malloppo".La valutazione è diventata un sistema comodo per gli adulti che evita di misurare davvero l'apprendimento.Sin dalle primarie, l'uso di "bollini rossi", "verdi" o "smile con la corona" sposta l'attenzione dal piacere di imparare alla necessità di eccellere per compiacere lo sguardo dei genitori.Questo approccio non educa alla frustrazione, ma silenzia le emozioni primitive dei bambini in nome di una presunta preparazione alla vita.Il corpo sotto sequestro e l'interlocutore-telecameraUn punto di riflessione centrale riguarda la scomparsa dell'esperienza fisica e selvatica. Lancini nota come abbiamo costruito un sistema che impedisce ai bambini di avere "sbucciature sulle ginocchia", trasformando ogni movimento in un potenziale allarme sociale o legale.In questo scenario, internet e i social non sono la causa di tutti i mali, ma gli unici luoghi rimasti dove i ragazzi possono combattere battaglie fuori dal controllo ossessivo degli adulti."Oggi il vero interlocutore dell'immagine di sé è una telecamera accesa".Siamo passati da una società che reprimeva il sesso come "peccato" a una società dell'immagine dove conta solo essere visti e risultare popolari. Paradossalmente, con l'avvento della procreazione assistita, la sessualità non è più necessaria alla sopravvivenza della specie, portando a nuove forme di relazione e fluidità identitaria.La sfida per gli adulti: un'alfabetizzazione emotivaIl messaggio finale del dottor Lancini è un appello alla responsabilità degli adulti (genitori e insegnanti). Non serve "fare gli psicologi", ma occorre interessarsi autenticamente a chi si ha di fronte.Accettare il dolore: Viviamo in una società "algofobica" che rimuove il dolore e le emozioni disturbanti come rabbia e tristezza.Oltre il "falso sé": Un'identità costruita senza inciampi o fallimenti è un "falso sé" che prima o poi chiederà il conto.Creare ascolto: Gli adolescenti non vogliono essere amati dai servizi di neuropsichiatria, ma dai propri genitori e insegnanti per quello che sono realmente.In definitiva, l'adolescenza non è un problema da risolvere, ma un processo di costruzione identitaria che richiede adulti capaci di tollerare la propria fragilità e di restare in ascolto, anche quando le domande dei ragazzi si fanno pesanti.